venerdì 10 marzo 2017

CRISTO, UNO CON IL PADRE

La Bibbia ci insegna che il Signore Gesù ed il Padre sono uno.
Nel Principio era la Parola (o Verbo), e la Parola era Dio.

Il cielo e la terra vennero creati mediante la Parola.
La gloria che Iddio aveva sin dal principio, l'inaccessibile gloria di Dio, era anche la gloria del Figlio.
Il Padre ed il Figlio (insieme allo Spirito Santo) coesistono e sono uguali in potenza e signoria.

Fra il Padre ed il Figlio c'è una differenza soltanto come persone; questa non è una differenza di natura o essenza, ma è puramente una disposizione interna, in seno alla divinità: "Io ed il Padre siamo uno!" (Giovanni 10:30).

Per questo la Scrittura dice che il Signore Gesù non reputò un'appropriazione abusiva l'essere uguale a Dio (Filippesi 2:6-8).
La sua uguaglianza con Dio non è cosa da conquistare o da acquisire, poiché, per la sua stessa natura, egli è l'immagine di Dio.

In Filippesi 2:6-8 notiamo che il Signore ha umiliato se stesso ben due volte:
la prima volta annichilì se stesso nella sua divinità;
la seconda volta abbassò se stesso nella sua umanità.
Quando venne in questo mondo (dimensione), il Signore era talmente spoglio della gloria, della potenza e della forma della sua divinità, che nessuno sulla terra, a meno che per mezzo di una divina rivelazione, avrebbe potuto riconoscerlo come Dio (esempio la confessione di Pietro e al Monte della trasfigurazione - Luca 9:29).

Lo trattarono come un uomo qualunque di questo mondo.
Come Figlio si sottomise volontariamente all'autorità del Padre, dichiarando: "Il Padre è maggiore di me!" (Giovanni 14:28).
Di sua spontanea volontà prese il posto di servitore, accettando le limitazioni umane del tempo e dello spazio.
Così vediamo che c'è armonia perfetta in seno alla divinità:
il Padre occupa la posizione di Capo ed il Figlio corrisponde con l'ubbidienza; Dio Padre diviene l'emblema dell'autorità, mentre Cristo diventa simbolo della manifestazione e realizzazione della Sua volontà.

Nel principio il Figlio condivise col Padre la stessa gloria ed autorità, ma quando venne nel mondo si svestì di questi attributi e si ammantò di sottomissione.
Questo era necessario per realizzare il piano di salvezza per l'umanità.
"Cristo Gesù essendo per natura Dio non reputò rapina essere essere uguale a Dio, ma svuotò se stesso, prendendo la forma di servo, divenendo simile agli uomini; e, trovato nell'esteriore simile ad un uomo, abbassò se stesso, divenendo ubbidiente sino alla morte ed alla morte di croce" (Filippesi 2:6-8).

 Fonte: IncontrareGesù

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