mercoledì 21 ottobre 2009

LA GARANZIA DEL CREDENTE

Se una persona qualsiasi direbbe in pubblico che lui è sicuro che Cristo gli dia la salvezza eterna, gli altri, da parte loro, diranno di sicuro che egli è una persona molto presuntuosa.
Ma non è certamente un’affermazione audace nel confidare in Gesù se una persona sa di non avere nulla di buono in sé stesso? Non è una forma d’orgoglio preferibile da evitare? No! Poiché lo Spirito Santo agisce sul credente proprio in maniera di fargli ammettere i suoi errori, nel fargli riconoscere che tutto ciò che Dio dice è vero e far sì che creda nella salvezza del sacrificio di Cristo.

Ma da dove proviene la certezza e la garanzia di colui che è credente?
Alcuni dicono che hanno confidato in Cristo, altri che sentono la Sua presenza in loro. Ma queste non sono certo delle garanzie, l’unica garanzia che il credente ha è quella che Cristo stesso gliela abbia detto. Infatti, Gesù dichiara: “Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato.” (Marco 16:16)
La fede in Gesù è un qualcosa di meraviglioso ed è un obbligo. Dio stesso ci comanda di credere. Il Vangelo è l’annunzio della venuta e del sacrificio di Cristo ed è stato offerto a tutte le creature. Il credente non può in nessun modo sbagliare quando ubbidisce ad un comando di Dio. Ciò che Dio ordina ad ogni persona è di credere in Cristo, Colui che Egli stesso ha mandato per salvarci. Questa è la garanzia vera! Il confidare in Lui perché Egli stesso ce lo ha chiesto. È un fondamento sicuro su cui basarsi capace di allontanare qualsiasi dubbio. Similmente possiamo portare un esempio che a suo tempo mi fu raccontato:
“Supponiamo di trovarci nel pieno di una carestia. La città è assediata da tanto tempo, il cibo è finito e stiamo per morire di fame. A questo punto ci giunge l'invito di rifugiarci nel palazzo del re, dove c'è da mangiare e da bere a volontà, ma noi siamo così pazzi da rifiutare l'invito. Supponiamo che una qualche forma di pazzia ci abbia preso, spingendoci a preferire la morte piuttosto che accogliere l'invito. Supponiamo che il messaggero del re annunci: "Siete invitati alla festa, povere anime affamate, e siccome so che non volete venire, aggiungo questa minaccia: se non venite, i miei soldati vi faranno assaggiare la lama delle loro spade". Penso che dovremmo ringraziare il re per questa minaccia, perché ora nessuno può dire: "Non posso venire" o "non sono adatto a venire" ; al contrario, non possiamo più restarcene comodamente in casa. Non c'è più ragione o scusa per non venire!”
Le parole di Gesù riportato nel versetto di Marco possono sembrare parole di una sentenza tremenda, ma penso invece che esse siano solo l’espressione amorevole del Signore che conosce la nostra stoltezza e che l’uomo rifiuterebbe il suo invito se non ci ordinasse accettare il Suo invito a palazzo (cfr Luca 14:15-24).
In parole povere se l’uomo confida in Cristo non si perderà, si perderà solo se non pone fiducia in Lui, sfidando l’ira di Dio rifiutando l’invito divino.
Per il momento le porte della grazia sono ancora aperte. Non bisogna essere orgogliosi rifiutando la salvezza che viene da Dio. La colpa non sarà del Signore ma dell’individuo; ecco perché Gesù disse in un’occasione a coloro che avevano quest’atteggiamento: “Eppure non volete venire a me per aver la vita” (Giovanni 5:40). Non esiste nulla nella Parola di Dio che possa impedire d’esser accolto, anzi, Dio dà la forza di accostarsi a Lui.
Molti, forse, dicono di non sentirsi pronti di andare a Dio perché si sentono peccatori o che non si sentono rammaricati per i peccati che commettono. Dimenticano costoro che la persona rimane peccatrice e che “Gesù è venuto al mondo per salvare i peccatori” (I° Timoteo 1:15). Molti invece trovano la scusa di esser troppo avanti con l’età per accettare il Cristo. Anche costoro dimenticano le parole di Gesù riportate nel libro dell’Apocalisse 22:17 : ”E lo Spirito e la sposa dicono: Vieni. E chi ode dica: Vieni. E chi ha sete venga: chi vuole, prenda in dono dell'acqua della vita.” Non bisogna esser per forza giovani per andare da Cristo, perché il Signore salva colui che accetta il Suo invito, qualsiasi età esso abbia. A tal proposito l’apostolo Paolo fu sospinto dallo Spirito Santo a scrivere: “ond'è che può anche salvar appieno quelli che per mezzo di lui si accostano a Dio, vivendo egli sempre per intercedere per loro.” (Ebrei 7:25)
Quantunque un uomo possa essere un peccatore, qualunque sia stato il suo peccato o la sua condotta, Dio sceglie di salvare gli uomini non perché in essi vi sia qualcosa di buono ma perché in Lui vi è un grande amore e desidera che: “tutti gli uomini siano salvati e vengano alla conoscenza della verità.” (I° Timoteo 2:4) Questa è la garanzia che il credente possiede e possiamo asserire ad alta voce:
“Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che nella sua grande misericordia ci ha fatti rinascere a una speranza viva mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti!” (1° Pietro 1:3) Amen.

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