martedì 8 aprile 2008

Studio biblico basato su: Luca 18:18-30

Il denaro può aiutare a comprare la vita eterna?

Nonostante il trascorrere dei secoli e dei millenni, c’è una cosa che ha sempre accumulato ogni periodo della storia umana: l’amore per il potere e per il denaro!
Ancor oggi che il mondo sembra aver compreso dagli errori delle passate generazioni, con il suo modo di fare dimostra che tutto ciò che si è verificato dall’inizio della comparsa dell’uomo sulla terra fino ai giorni nostri non è stata una lezione assimilata. Perché oggi, che il mondo sembra aver creato tutto per il benessere delle genti, proprio coloro che dovrebbero accontentarsi di ciò che hanno, dimostrano di desiderare ardentemente tutto ciò di cui non sono ancora in possesso.

L’amore e la bramosia per il potere e il denaro è sempre stato il fulcro principale delle lotte tra gli uomini. Ma con questo vogliamo dire che la Bibbia condanna il denaro? No! Questo sarebbe assolutamente sbagliato. Le Scritture forniscono dei consigli utili su come dovrebbe essere il comportamento di un servitore di Dio nei confronti del denaro.
Il saggio re Salomone parlò molto delle ricchezze (Vds Ecclesiaste capitolo 5) e, in un’occasione fa una similitudine tra la sapienza e il denaro dicendo che entrambi offrono un riparo. (Eccl. 7:12) Ma come possono essere intese queste parole? Certamente non era intenzione di Salomone dire che la sapienza e il denaro sono la stessa cosa! Ma che l’utilizzo corretto del denaro è approvato da Dio e che usato in una maniera parsimoniosa e consona alla volontà divina può portare delle benedizioni. Questo significa agire in una maniera giusta mostrando per l’appunto una buona dose di discernimento e sapienza.
Lo stesso Gesù mise a fuoco il significato di ciò nell’incontro con il giovane ricco descritto nel capitolo 18 del libro di Luca. Gesù stava forse condannando il giovane perché egli era ricco? No! Il giovane non aveva nessuna colpa di essere nato ricco, ma aveva un grande problema: l’amore che mostrava e che provava per il suo denaro era talmente forte che preferiva perdere la vita eterna piuttosto che cercare di seguire Gesù e distaccarsi dalle sue ricchezze!
L’insegnamento di Gesù è chiaro. Lui voleva far comprendere che non bisogna volgere il proprio cuore verso il materialismo riponendovi la propria fiducia o amando maggiormente le cose frivole che oggi ci sono e che domani potrebbero sparire, anteponendo all’amore di Dio un amore che non ha senso e che non può in assoluto modo essere corrisposto. Il denaro deve avere la sua parte necessaria ma non primaria nella vita di una persona. Purtroppo esso è necessario ed occorre in molte circostanze, anche nel dover offrire ospitalità, come ci insegna la Scrittura (Romani 12:13), dobbiamo affrontare delle spese; ma questo non significa che dobbiamo porre al primo posto il denaro.
Vediamo quali altri utili consigli Dio ci fornisce a mezzo della Sua Parola scritta: nella prima lettera che l’apostolo Paolo scrive a Timoteo dice che l’amore del denaro è la radice di ogni sorta di male. (1° Tim. 6:10)
In questo verso non vi è scritto che il denaro è la causa del male o che il denaro è alla radice di ogni male. Paolo specifica che l’amore e il desiderio del denaro è ciò che causa i problemi e che sono la radice di ogni sorta di male.
Ecco perché Dio nei suoi comandamenti include il non desiderare alcuna cosa che appartiene al nostro prossimo! (Esodo 20:17) È la bramosia che induce l’uomo a peccare. Ecco la motivazione per cui il servo di Dio deve fuggire queste cose che portano alla rovina e all’allontanamento da Dio. il cristiano deve invece ricercare la giustizia, la pietà, la fede, l’amore, la costanza e la dolcezza, perché facendo questo riuscirà ad afferrare la vita eterna. (1° Tim. 6:11,12) Agendo in armonia con questo consiglio vogliamo fare nostre le parole del nostro Signore Gesù: "La vita non dipende dall'abbondanza dei beni che uno possiede". (Luca 12:15).
Possiamo rispondere affermativamente che il denaro non può in alcun modo comprare la vita eterna, in quanto, innanzi a Dio non esiste nessuna dottrina o forma di indulgenza come quella nata intorno all’anno 1500 d.c. che prevedeva una purificazione parziale o completa dei peccati in base alle minori o maggiori offerte date dal peccatore per l’acquisto della salvezza della propria anima.
La vita eterna la si può ottenere solo facendo la volontà di Dio mettendo in pratica tutti i Suoi detti e i Suoi consigli. (Giovanni 17:3)
Un grazie al nostro Padre Celeste per essere un Dio incorruttibile e giusto e per aver provveduto il mezzo per la nostra salvezza eterna.
Amen.
Sebastiani Raffaele

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